Lo strano caso di Hachim Mastour

Si può tenere in panchina oppure addirittura in tribuna uno dei talenti più cristallini degli ultimi anni? Chiedetelo a Filippo Inzaghi che in tutta la stagione 2014/2015 alla guida dell’Ac Milan non è riuscito a far disputare un solo minuto ad Hachim Mastour. Il fantasista classe 1998 è stato inserito da tutte le liste stilate dagli addetti ai lavori tra i primi dieci prossimi fenomeni mondiali del pallone, eppure quest’anno è rimasto a vedere gli altri giocare senza mai togliersi la soddisfazione di esordire nella massima serie. Cioè, con tutto il rispetto, ha visto giocare Bonera, Zapata, Albertazzi, Essien e Muntari. Tra gli altri. Perché? Che senso ha avuto, caro Inzaghi, far giocare professionisti strapagati, alla fine del loro contratto, con la valigia già pronta? In questo modo Mastour, convocato molte volte in prima squadra, ha giocato poco anche nella Primavera, buttando al vento una stagione, quella dei 16 e 17 anni, decisiva per la crescita di un calciatore. Allora è proprio vero che il calcio italiano fatica ad investire sui giovani.

Oltre al danno la beffa. Mastour adesso sta pensando di rispondere in maniera positiva alla chiamata del suo Paese d’origine, il Marocco. La Nazionale ha chiesto di poterlo utilizzare in vista della gara del prossimo 12 giugno contro la Libia valevole per la qualificazione alla Coppa d’Africa. Mastour rischia di esordire prima con la sua Nazionale rispetto al club di appartenenza e soprattutto l’Italia rischia di perdere un talento più unico che raro per il futuro. Mastour, infatti, potrebbe rifiutare la convocazione e aspettare una chiamata dal ct Antonio Conte (oppure il suo successore) nella prossima stagione. Evidentemente Mastour ha perso fiducia nel calcio italiano e forse dietro a tutto questo c’è la possibilità di un clamoroso trasferimento all’estero, magari nella Premier League o nella Liga dove le giovani promesse vengono subito gettate nella mischia favorendo una crescita veloce nella testa e nelle gambe.

Attento Milan, Mastour potrebbe fare una magia fuori dal campo: oltre a far sparire il pallone potrebbe sparire lui stesso. E sarebbe un vero peccato.

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