Giappone, questa è inesperienza. Belgio, che carattere

A un passo dall’incredibile. Il Giappone era avanti di due reti a 22 minuti dal termine della partita contro il Belgio, negli ottavi di finale dei Mondiali in Russia e stava per raggiungere un risultato storico. Un Belgio che è stato bravo a non mollare mai e a risorgere fino al ribaltone. All’inizio della gara il Giappone ha imposto fin da subito il proprio ritmo andando subito al tiro (fuori di poco) con Kagawa. Solo nel finale della prima frazione si è fatto vedere il Belgio con la conclusione di Hazard respinta con i pugni da Kawashima ed il tiro-cross di Kompany non raccolto dai compagni di squadra. Giappone che è tornato in attacco grazie alla spinta di Nagatomo per la testa di Inui, debole e bloccata dal portiere. L’inizio del secondo tempo del Giappone è stato sorprendente: al 3′ i nipponici si sono portati in vantaggio con il bel diagonale di Haraguchi e al 7′ hanno raddoppiato con la sassata di Inui dal limite con conclusione all’angolino. La reazione del Belgio è diventata incontenibile con il passare dei minuti e dal 24′ al 29′ ha impattato la partita: prima un colpo di testa di Vertonghen a beffare con un pallonetto il portiere e successivamente una testata di Fellaini sul cross di Hazard. A questo punto le squadre hanno smesso di fare calcoli e Kawashima si è superato due volte sulle conclusioni ravvicinate di Chadli e Lukaku. E’ entrato anche Honda nel Giappone e una sua punizione ha costretto Courtois alla deviazione in angolo. Dal corner l’errore del Giappone che ha portato tutti gli uomini nell’area avversaria, Honda ha battuto un angolo facile preda di Courtois che è stato abile a rilanciare subito il contropiede. A questo punto la palla è arrivata a De Bruyne che ha servito Meunier il quale ha messo in mezzo per il velo di Lukaku e la rete del 3-2 di Chadli.

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