Caso Poli-Estense, il mister Mariani squalificato: “Sono stato solo ingenuo”

“Sono stato un ingenuo”, questa la verità di Paolo Mariani, l’allenatore squalificato per quattro anni dopo la presunta tentata combine nella partita tra Poli ed Estense del 17 aprile 2016. “Ma sono completamente estraneo ai fatti e farò ricorso”, dichiara il tecnico all’epoca sulla panchina dell’Estense Tivoli (nella foto alcuni componenti di quella squadra, nda). Ha patteggiato e ha preso un anno di squalifica il giocatore Valerio Parroni, mentre è stato completamente assolto Luca Petrella.

Mister Mariani, ci racconti quello che è successo nei giorni precedenti a quella partita.

“Per noi si trattava di una partita importante, ci giocavamo il secondo posto. Il Poli, invece, era lanciato verso il trionfo, avrebbe poi vinto il campionato senza sconfitte. Durante la settimana, all’interno dello spogliatoio, come sempre accade, si parlava dei prossimi avversari. Così Valerio Parroni ha preso parola dichiarando di conoscerli per averci giocato l’anno prima. Poi ha deciso di contattarli di sua spontanea iniziativa. Non ho chiesto niente, tantomeno la società”.

Che tipo di contatti ci sono stati tra lei, mister Mariani, ed il Poli?

“Nessuno. Dal mio cellulare di certo non sono partiti messaggi WhatsApp. Non ho nessun numero dei dirigenti o dei giocatori del Poli. La mia storia sportiva parla da sola”.

I contatti sono avvenuti tra il giocatore Valerio Parroni e la stella del Poli Mirko Di Mugno, per la Procura sono stati ripetuti e si è parlato di un esborso economico di 4mila euro per permettere all’Estense di vincere la partita e “ammorbidire” i giocatori del Poli.

Il giorno della partita, però, si è accorto di qualcosa di strano nell’ambiente?

“Certo, lì ho capito che qualcosa non andava. Per tutta la partita i loro sostenitori hanno intonato cori di scherno nei nostri confronti, invitandoci per esempio a mischiare le squadre. Era presente anche il Commissario che ha passato la partita sempre vicino a me, a un certo punto mi sono anche girato a muso duro chiedendogli il perché non andava anche dalla panchina avversaria. Insomma, in quel momento mi è venuto qualche dubbio”.

Sempre secondo la Procura, durante il riscaldamento i giocatori dell’Estense sono venuti a conoscenza del fatto antisportivo ma non hanno informato tempestivamente gli uffici federali, come tenuto a fare dalle norme sportive.

La partita, da come mi hanno raccontato, è stata giocata fino all’ultimo da entrambe le squadre. Conferma?

“Certo e oggi dico: per fortuna abbiamo perso così viene fuori la mia buona fede. E’ finita 1-0 per il Poli, ha segnato Di Mugno forse con un fallo di mano. Noi più volte abbiamo sfiorato il gol, mi ricordo una grande occasione per Trombetta. Abbiamo fatto grandi sacrifici ma non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo”.

Cosa è successo dopo quella partita?

“Di tutto. Il martedì ho accompagnato Parroni alla Procura. Lui mi aveva detto di dover andare a rilasciare delle dichiarazioni per un fatto avvenuto a Ciampino, forse erano già iniziate le indagini. La società è poi venuta al corrente dell’episodio. La domenica mattina, prima della sfida con il TorBellaMonaca, io e Parroni siamo stati allontanati dal club. Non sono andato in panchina. La squadra ha risentito della botta psicologica e ha perso 4-2 contro il TorBellaMonaca. Una sconfitta decisiva perché per un punto l’Estense non è arrivata seconda e non è stata ripescata in Promozione. Discorso calcistico a parte, sono rimasto male moralmente. La squadra si è completamente distrutta. Sono andati tutti via e alcuni hanno smesso di giocare”.

Ha più sentito Parroni?

“Ho provato a contattarlo ma non c’è stata possibilità”.

Ma chi doveva finanziare questa combine? Chi aveva messo a disposizione questi 4mila euro che sono venuti fuori dall’inchiesta?

“Nessuno, è una cifra fuori dal contesto di una partita di Prima Categoria. E poi a noi bastava fare un punto la domenica successiva per raggiungere l’obiettivo. E’ veramente tutto molto strano”.

Pensa di rientrare nel mondo del calcio?

“Al momento no. Questo non è il mio mondo. Forse sono stato troppo superficiale, ma non merito questo trattamento. Passo per chi ha tentato di cambiare l’esito di una partita. Ma non ho mandato neanche un messaggio. Sono molto contento degli attestati di stima che ricevo quotidianamente. Ringrazio la mia famiglia e mia moglie. Tutta questa storia mi lascia solo tanta amarezza”.

Danilo D’Amico

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