Cambia il regolamento, si apre la discussione

Sono cambiate ben 16 delle 17 regole del gioco del calcio. Le modifiche sono state approvate dall’Ifab in occasione della sua 130esima Assemblea Generale Annuale, tenutasi a Cardiff (Galles) lo scorso 5 marzo 2016.

Lunedì 29 agosto, presso il Grand Hotel Duca d’Este di Tivoli Terme, l’incontro della squadra dei fischietti regionali del Lazio, guidata dall’ex arbitro di Serie A Luca Palanca, con dirigenti, tecnici e capitani per illustrare le principali modifiche.

Discussione principale sulla regola 12, legata al fallo su chiara occasione da rete. Se il fallo avviene fuori dall’area di rigore, resta l’espulsione. Dentro l’area, portiere e difensore si salvano se nella loro intenzione l’intervento viene effettuato per prendere il pallone nella maggior parte dei casi spostato all’ultimo istante.

Altre modifiche sono legate al gioco: se un calciatore perde lo scarpino si continua a giocare fino alla prima interruzione. Sui calci piazzati il tocco deve essere evidente, lo spostamento del pallone deve essere chiaro. Spesso, infatti, assistiamo a schemi, per esempio da angolo, dove con la pianta del piede si tocca il pallone per favorire poi la partenza palla al piede di un compagno di squadra. Questo non può più avvenire.

Con il fallo di mano non è più automatica l’ammonizione che scatta solo davanti ad una infrazione tattica, ad esempio per evitare una ripartenza pericolosa.

Un opuscolo informativo distribuito ai presenti. Ampia discussione anche sulla personalità di questi arbitri. Per Palanca, dall’alto della sua esperienza, un arbitro perfetto è quello in grado di adeguarsi alla partita, se si alza il livello della contesa allora è giusto rispondere diversamente e con più decisione alle proteste. Il vice presidente del Comitato Regionale Arbitri del Lazio, Riccardo Tozzi, si raccomanda proprio sulle proteste in campo, specificando che è inutile circondare l’arbitro dopo una decisione difficile che non vede convinto lo stesso direttore di gara. Meglio, in quei momenti, far parlare solo il capitano che deve prendere in mano la situazione.

Appello da parte del presidente del Comitato Regionale del Lazio Melchiorre Zarelli a non utilizzare i social network per protestare e offendere. In alcuni casi il Cr Lazio può chiudere un occhio, in altri è costretto ad intervenire con squalifiche evitabili.

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